Novecento Storie | #3

Tempo fa vi abbiamo parlato del progetto Novecento Storie, un percorso che porta l’Arte in numerosi centri diurni e residenze fiorentine per anziani così da renderla più accessibile per le persone non autosufficienti, affette da demenze, Alzheimer e patologie psichiatriche. Da questo percorso nascono delle Storie, quelle che i quadri e le sculture suggeriscono ai partecipanti degli incontri; storie spontanee, semplici ma ricche di suggestioni. Questa è la prima che vogliamo condividere con voi…

 

IDOLI

Ma come facevano a fare queste statue? Con uno scalpellino! Gli intarsi, guarda lì! Ci voleva altro che anni per farli. È una cosa fantastica, come facciamo noi che è la prima volta che veniamo a parlarne?

Questo qui sembra un orologio co’ pendoli. Che lavoro c’è! Chissà quanto tempo c’è voluto.

Io faccio il falegname e qualcosina me ne intendo…Facevo le porte, gli davo la patina a quelle vecchie, si lasciava seccare e si dava la pittura. Tutta roba vecchia. Perciò io lo so che ci vuole tanto tempo. Per un armadio cinque o sei mesi. Ho fatto quattro anni e basta, basta. L’era una ditta.

Ecco eeeeh, immagino! Son cose favolose anche per chi le ha fatte. Che meraviglia! Sembra una maschera indiana. Belli però eh?! Originali. Si vede che hanno diversi anni.

Questa non è italiana, per conto mio. Questa l’è mignon rispetto a quella. C’è troppa roba, mi crea un po’ di confusione. Sì ma c’è anche da scegliere, magari avessi io tutta questa roba! L’ultima a destra sembra una croce. Mi sembrano le cose dei Maori, dall’Australia, una specie di Totem. Si è letto troppi giornalini d’indiani, noi!

Vedo una grande bellezza, non la so spiegare, perché è la prima volta qua. Ma cosa rappresentano?! Cosa rappresentano?! Son fatte con lo scalpello, a mano. Sono scultura! Quella sembra una roba indiana, quello un orologio, perché i pesi, quelli lì, sembrano quelli dell’orologio e anche gli affari per caricare. Si può anche attaccare come un orologio.

Quello sembra un tempio dei cinesi, del Buddha, sembra fatto di animali. È stato fatto con la fusione e il colore è ramato. È veleno, il verderame! Il colore sembra un po’ avariato. È il tempo che avaria, anni anni anni e si avaria.

C’è una varietà di cose, qui si va in America, ah! Questa statua l’avranno anche richiesta in America, o in altri posti, perché è originale come cosa.

C’è una cosa quasi d’oro, un riflesso d’oro. Sembra il riflesso argenteo delle finestre pitturate che ci sono nelle chiese. Mi sono imbacuccato eh… È ottone, è ottone! Sembra faccia una linguaccia, perché questa più bassa sembra una lingua. E che l’è quella se non una linguaccia?! Si sente male si vede o forse la fa per dispetto. Sembra una scultura asiatica, dalla Corea… Io provo ribrezzo a guardarla perché è troppo complicata. La croce è quella che mi piace di più, mi dà un’emozione spirituale.

Queste statue assomigliano a dei fumetti. Non lo so come si chiama quello verde con le antenne, ciccione…Shrek ecco, sembra Shrek! Infatti i personaggi dei fumetti sono nati guardando al museo, dopo anni e anni di osservazione. Sembra anche un elmo dei Vichinghi. Questo sembra che c’abbia un cappello in testa, un berretto.

A me piacciono tutte. Io sto qui in via Guelfa dal ’62, ci sono passato tutti i giorni qui davanti ma non sono mai entrato qui. So’ tutte belle.

Quello è un personaggio, una persona. Sembra ruggine invece è dipinto. Sembra abbia in mano uno scalpellino.

È un animale macellato! È  un animale macellato, c’è anche un mazzolo per uccidere l’animale. Per me è proprio un animale, un lupo…come si dice?, pensieroso, molto giù di morale, afflitto, abbandonato. Questo ai miei occhi, poi ognuno c’ha i suoi! La testa è quella di una mucca. A me sembra che sopra ci sia un teschio e che sia una cosa funeraria.

Di uomini alti così ci sono solo i Vatussi. A me impressiona l’altezza, lì son 3 metri. Tanti pezzi messi insieme ma sembra un pezzo unico. Lui andrebbe ricostruito per bene perché mi piacerebbe vederlo tutto intero per capire che persona è. Queste statue stanno insieme perché è fusione, perché si vogliono bene, perché si sono pensate insieme. Io non credo. Insieme possono rappresentare un’epoca.  C’è la Morte, il Tempo, la Croce, il Tempio dell’India e un pastore che ha una coroncina. Questi personaggi vogliono esprimere cose diverse, delle cose della vita. Sono malattie, paralisi, polmonite, operazioni. Rappresentano la sofferenza, la verità della vita, di lunghi anni, ma anche la gioia. Sì, tutte queste cose possono essere plausibili.

Un nome? Non mi viene in mente un nome. Quello lì alto, la Morte, il Cane, il Vatusso. Quello di legno si potrebbe chiamare il Tempo/Orologio. Quello di destra la Croce. Poi c’è il Tempio, Messico, il Pastore. Il Pastore è molto bellino, ma gli manca un agnellino. L’autore non ci ha pensato a metterlo. Va in pastura. Il pastore è piccolo. Tutte le persone piccole non vengono guardate invece sono quelle che hanno più cervello. Nelle botti piccole ci sta il vino buono, si dice a Firenze!

Mi scusi, c’è anche il pastore delle anime. È vero! Potrebbe essere il pastore delle anime di una città, di un paese, di una piccola nazione, ma predica a tutto il mondo per non far venire le guerre, mascalzonate, tutte cose. Come fa Padre Pio, uguale, che ha fatto un ospedale. È vero! Si è fermato qui perché gli è piaciuto o perché è stato costruito qui. Qui è il posto giusto per discriminare le cose. È difficile però adesso distinguere una scultura dall’altra. Le hanno messe apposta insieme per farle distinguere a noi che le guardiamo.

Mi scuso, ma io bisogna che ritorni alla statua fatta di animali e dico che c’è la marmotta, il cavallo, l’orso, i topi, due gatti. Sono gli animali in un tempo buddista. Io li vedo sempre nei documentari. Sono sacri, come la vacca. Oppure potrebbe essere un circo equestre, ci sono anche le scimmie!

S’è girato tutto il mondo con tante bellezze, a ciel sereno l’abbiamo girato.

Io gli direi “Benvenuti a Firenze!”, “Andate sulla sabbia al mare!”. Io chiederei alla Croce che ci dica qualcosa di lei, perché è complicata, anche se sono convinta che chi l’ha fatta è un grande artista.

Mah! Cosa vuoi che ci dica, ne ha centomila di cose da dirci! Direbbe “Cercate di vivere in pace”.

Salutiamo la bellezza e gli artisti che le hanno fatte. Godiamoci queste bellezze che noi non s’era mai viste!

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Autori della storia: Anna, Anne Marie, Evelina, Renzo, Mauro, Giovanni, Mario, Roberto, Anna, Carina, Rossella, Laura, Andrea, Benedetta
Opera che l’ha ispirata: 
Sculture varie di Mirko Basaldella
Museo Novecento, Firenze